PROVE DI ORIGINE PREFERENZIALE-FLESSIBILITA’ IN VISTA DEL PERDURARE DELL’EMERGENZA SANITARIA COVID 19

Una nota della Direzione delle Dogane riprende quanto già contenuto in una nota informativa della Commissione europea del 31 marzo 2020, in cui si invitano le autorità doganali della UE e dei Paesi Partner ad accettare certificati EUR 1 e certificati ATR in copia, in formato cartaceo o formato elettronico, e non solo in originale. Tale flessibilità trova ragione nel perdurare dell’emergenza sanitaria Covid-19.

In particolare, si invitano le Autorità doganali ad accettare:

• una copia in formato cartaceo od elettronico (scansionato o disponibile on line) del certificato originale firmato e timbrato dalle autorità competenti, come normalmente richiesto;
• il certificato, non firmato e non timbrato dalle autorità competenti, ma provvisto di firma digitale dell’autorità medesima o, in alternativa, una copia dello stesso in formato cartaceo od elettronico (scansionato o disponibile on line).

Abbiamo ottenuto il numero REX per le esportazioni verso il Canada. Per quali altri Paesi si utilizza il numero REX? E’ necessario fare una nuova domanda per utilizzare il numero REX in Paesi diversi dal Canada?

Il numero di registrazione REX viene rilasciato dall’Ufficio delle Dogane ed una volta rilasciato, è univoco per qualunque Paese che aderisce o aderirà in futuro al sistema REX. Ciò significa che non bisogna presentare una nuova domanda.

Il numero REX, inserito nella fattura di esportazione all’interno della dichiarazione di origine preferenziale, permette al cliente estero di usufruire delle preferenze daziarie sulla merce di origine preferenziale, in spedizioni superiori a 6000 euro verso i Paesi aderenti al REX.

Attualmente i Paesi che fanno parte del sistema REX sono: Canada, Giappone, Vietnam, Paesi e Territori d’Oltremare (es. Nuova Caledonia, Polinesia francese, Saint Pierre e Miquelon, Saint Barthelemy, Aruba, Curacao, Sant Marteen, Bermuda, Isole Cayman, Isole Falkland ecc.), Paesi ESA (Comore, Madagascar, Maurizio, Seicelle, Zimbabwe), Ghana.

Dal 01-01-2021 la Gran Bretagna fa parte del sistema REX.

BREXIT E ADEMPIMENTI DOGANALI DAL 1 GENNAIO 2021

I negoziati tra Regno Unito e Unione Europea proseguono tuttora, allo scopo di raggiungere un accordo che mitighi le conseguenze negative di una Hard Brexit (uscita del Regno Unito senza accordo).

Anche in caso di accordo dell’ultimo minuto che porti ad azzerare i dazi negli scambi di merci tra i due Paesi, è ormai sempre più certo che sarà necessario gestire gli scambi commerciali di beni con il Regno Unito sulla base delle norme doganali, come avviene per gli altri Paesi extraeuropei.

A far data dal 01/01/2021, saranno necessari adempimenti doganali all’esportazione verso il Regno Unito (bolla doganale di esportazione), così come adempimenti doganali all’importazione in Regno Unito (bolla doganale di importazione).

Gli adempimenti doganali possono essere affidati in rappresentanza diretta/indiretta ai cd. Customs broker/Spedizionieri doganali/Doganalisti.

Nei futuri scambi commerciali di merce da e verso il Regno Unito, tenere presente che:

  • I tempi di consegna saranno più lunghi e i costi presumibilmente più elevati
  • Chi fa esportazioni o importazioni per la prima volta, dovrà dotarsi preventivamente di un codice EORI, così come l’importatore inglese dovrà acquisire il suo UK EORI number presso la Dogana inglese
  • Prestare attenzione alle rese Incoterms, visto che è la resa concordata a stabilire chi dovrà occuparsi delle formalità doganali tra venditore e acquirente

È opportuno che l’esportatore italiano:

  • Contatti il cliente inglese per verificare se quest’ultimo è dotato di UK EORI number per poter effettuare regolarmente bolla doganale di importazione nel proprio Paese
  • Concordi con il cliente inglese chi tra venditore e acquirente dovrà occuparsi della bolla doganale di esportazione. È sempre consigliabile che sia il venditore ad occuparsi della bolla doganale di esportazione, per le conseguenze fiscali gravanti in capo all’esportatore che necessita di bolla doganale di esportazione per giustificare la non imponibilità IVA art. 8 Dpr. 633/72

È opportuno che l’importatore italiano:

  • Sappia che sarà soggetto importatore nella bolla doganale di importazione e che pagherà eventuale dazio + Iva in Dogana
  • Presti attenzione ai dati dichiarati all’importazione, in particolare alla correttezza dei codici doganali