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Dazi USA 2026: cosa cambia per acciaio, alluminio, rame e farmaceutico

Il 2 aprile 2026 gli Stati Uniti hanno introdotto una revisione significativa dei dazi su acciaio, alluminio, rame e prodotti farmaceutici. Si tratta di un aggiornamento rilevante delle misure previste dalla Section 232, con impatti concreti per tutte le aziende che esportano verso il mercato americano.

Le novità, contenute nelle Proclamation n. 11021 e n. 11020, non riguardano solo l’aumento delle aliquote, ma cambiano anche la logica di applicazione dei dazi, rendendo il sistema più incisivo e, allo stesso tempo, più complesso da gestire.

Acciaio, alluminio e rame: cambia il modo di calcolare i dazi

Con l’entrata in vigore del 6 aprile 2026, la Proclamation 11021 introduce un cambiamento fondamentale: i dazi non vengono più calcolati solo sul contenuto metallico, ma sull’intero valore doganale del prodotto.

Questo significa che anche beni con una componente metallica limitata possono subire un impatto economico molto più rilevante rispetto al passato.

Un altro aspetto importante è che, nel caso di prodotti composti da più metalli, il dazio viene applicato una sola volta, evitando quindi una doppia imposizione. Resta invece invariata una misura particolarmente severa: il dazio del 200% per determinati prodotti in alluminio collegati alla Russia.

Le differenze tra i vari allegati: dove si gioca il costo reale

Il sistema introdotto distingue tra diverse categorie di prodotti, ciascuna con un trattamento specifico.

Per i prodotti ad alto contenuto di metallo (inclusi molti derivati), si può arrivare a un dazio del 50%. Tuttavia, in alcuni casi sono previste riduzioni, ad esempio per prodotti provenienti dal Regno Unito o per articoli con contenuto metallico di origine statunitense.

Per altre categorie, come alcuni prodotti in rame e derivati di acciaio e alluminio, il dazio base è del 25%, anche qui con possibili riduzioni legate all’origine dei materiali o ai processi produttivi.

Accanto a queste misure, sono state introdotte anche esclusioni specifiche e un regime transitorio che sarà valido fino al 31 dicembre 2027. Durante questo periodo, il dazio complessivo non potrà superare il 15%, creando una sorta di “tetto” temporaneo che attenua l’impatto per alcune categorie di prodotti.

Dal 2028, però, il sistema entrerà a regime e torneranno applicabili le aliquote più elevate.

Quando i dazi non si applicano

Non tutti i prodotti rientrano automaticamente nel campo di applicazione delle nuove misure.

Sono esclusi, ad esempio, i beni che non contengono acciaio, alluminio o rame, così come quelli con una presenza metallica inferiore al 15% (a determinate condizioni). Questo apre spazi interessanti di analisi per le aziende che vogliono valutare correttamente il proprio posizionamento doganale.

Dazi USA sul farmaceutico: impatto molto elevato

Parallelamente, gli Stati Uniti hanno introdotto nuove tariffe anche per il settore farmaceutico attraverso la Proclamation 11020.

In questo caso, l’impatto è ancora più diretto: i farmaci brevettati e i relativi ingredienti possono essere soggetti a un dazio fino al 100%.

Sono previste riduzioni importanti per alcuni Paesi, tra cui l’Unione Europea, dove l’aliquota può scendere al 15%, e per il Regno Unito, dove può arrivare al 10%.

Inoltre, alcune aziende potranno beneficiare di un’esenzione totale (dazio zero) fino al 20 gennaio 2029, a condizione di rispettare specifici requisiti e accordi sui prezzi.

Restano invece esclusi, almeno per il momento, i farmaci generici e i relativi ingredienti.

Cosa cambia davvero per le aziende

Al di là delle percentuali, il vero cambiamento è strategico.

Le nuove regole rendono molto più rilevanti variabili come:

In un contesto così articolato, due aziende con prodotti simili possono trovarsi a sostenere costi doganali molto diversi.

Ed è proprio qui che si crea il vero vantaggio competitivo: nella capacità di leggere e gestire correttamente queste variabili.

 

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