Quando un’azienda importa merci da Paesi extra-UE, il dazio doganale rappresenta uno dei principali costi da considerare.
Tuttavia, non sempre il dazio applicato è necessariamente quello previsto dalla tariffa doganale ordinaria.
Per alcune merci e determinate origini, l’Unione Europea prevede infatti dei contingenti tariffari, strumenti che consentono di importare una quantità determinata di prodotti beneficiando di un dazio ridotto o pari a zero, fino all’esaurimento del quantitativo disponibile.
Conoscere e monitorare i contingenti può quindi avere un impatto significativo sul costo finale dell’importazione.
Cosa sono i contingenti tariffari?
I contingenti tariffari permettono di importare determinate quantità di merci nell’UE con dazi ridotti o nulli, senza escludere eventuali dazi antidumping. I prodotti compresi nel contingente beneficiano quindi di un’aliquota inferiore rispetto a quelli fuori contingente.
Si distinguono in:
- Contingenti tariffari preferenziali: previsti soprattutto da accordi commerciali o preferenziali tra l’UE e altri Paesi; consentono di importare una quantità determinata di merci da un Paese specifico a un dazio preferenziale.
- Contingenti tariffari autonomi: possono essere introdotti per stimolare la concorrenza nell’UE. Generalmente sono aperti a tutti i concorrenti e riguardano materie prime, semilavorati o componenti non disponibili in quantità sufficienti nell’UE. Non sono concessi per i prodotti finiti.
Per quanto riguarda la gestione, la maggior parte dei contingenti è amministrata dalla Direzione generale della Fiscalità e dell’Unione doganale della Commissione europea secondo il principio «primo arrivato, primo servito», indipendentemente dallo Stato membro di importazione. Alcuni contingenti relativi a specifici prodotti agricoli sono invece gestiti dalla Direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, secondo regole stabilite da appositi regolamenti
Un esempio semplice
Supponiamo che un determinato prodotto abbia:
- dazio ordinario: 12%;
- contingente tariffario: 0%;
- quantitativo disponibile: 10.000 tonnellate.
Un’azienda che riesce a importare la propria merce nell’ambito del contingente può beneficiare del dazio 0%.
Quando il contingente è esaurito, la stessa merce potrebbe essere soggetta al dazio ordinario del 12%.
Su un valore imponibile di 500.000 €, la differenza tra dazio 0% e dazio 12% sarebbe pari a 60.000 €.
Per questo motivo, la verifica dell’eventuale presenza di contingenti può rappresentare una componente importante della pianificazione degli acquisti internazionali.
Come funzionano i contingenti tariffari?
I contingenti possono essere caratterizzati da diverse condizioni e modalità di gestione.
Per determinare se un’importazione può beneficiare di un contingente è necessario verificare, tra gli altri elementi:
- codice della nomenclatura combinata (NC) del prodotto;
- Paese di origine;
- quantitativo complessivamente disponibile;
- periodo di validità del contingente;
- quantitativo residuo;
- aliquota daziaria applicabile all’interno del contingente;
- aliquota applicabile al di fuori del contingente;
- eventuali condizioni o documenti richiesti.
La semplice presenza di una determinata voce doganale non significa quindi automaticamente che l’importatore possa beneficiare del contingente.
È necessario verificare tutte le condizioni previste dalla specifica misura tariffaria.
Contingente esaurito: cosa succede?
Questo è uno degli aspetti più importanti per un importatore.
Se il quantitativo disponibile per un determinato contingente è stato esaurito, l’importazione non può beneficiare dell’aliquota contingentale per la parte non più disponibile.
L’azienda dovrà quindi valutare il trattamento tariffario applicabile all’importazione.
La differenza economica può essere significativa, soprattutto per prodotti caratterizzati da dazi ordinari elevati e grandi volumi di importazione.
Per questo motivo, conoscere solamente l’aliquota del dazio non è sufficiente.
È necessario conoscere anche l’eventuale presenza di contingenti e la loro disponibilità nel momento in cui si programma l’importazione.
Perché monitorare i contingenti prima di importare?
Il contingente dovrebbe essere considerato già nella fase di pianificazione dell’acquisto.
Immaginiamo che un’azienda debba acquistare 1.000 tonnellate di prodotto.
Se il contingente disponibile è ancora capiente, l’azienda potrebbe beneficiare di un’aliquota molto favorevole.
Se invece il contingente è esaurito al momento dell’immissione in libera pratica, la stessa importazione potrebbe essere soggetta a un dazio significativamente più elevato.
Questo può incidere direttamente sulla marginalità dell’operazione commerciale.
Una corretta analisi doganale può quindi essere effettuata prima di concludere l’acquisto, consentendo all’azienda di valutare il reale costo dell’importazione.
Contingenti e deposito doganale
In determinate situazioni, il deposito doganale può rappresentare uno strumento utile per gestire le importazioni in presenza di contingenti.
Ad esempio, se un contingente risulta temporaneamente esaurito, l’azienda può valutare la possibilità di introdurre la merce in deposito doganale senza procedere immediatamente all’immissione in libera pratica.
La merce può quindi rimanere in deposito e l’azienda può valutare il momento più opportuno per procedere allo svincolo, anche in funzione della disponibilità del contingente.
Questo può consentire, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa, di combinare:
- condizioni di acquisto favorevoli;
- disponibilità immediata della merce;
- gestione del contingente;
- ottimizzazione del costo doganale.
Come capire se un prodotto beneficia di un contingente?
L’analisi dovrebbe partire dalla corretta classificazione doganale della merce.
Una volta individuato il codice doganale, è necessario verificare le misure tariffarie applicabili al prodotto e all’origine della merce.
L’analisi dovrebbe quindi considerare:
- Classificazione doganale
La corretta individuazione della voce doganale è il punto di partenza.
Alcuni contingenti sono applicabili solamente a determinate origini.
- Misura tariffaria
Occorre verificare l’esistenza di un contingente applicabile alla specifica combinazione di prodotto e origine.
- Quantitativo disponibile
Non è sufficiente che il contingente esista: bisogna verificare anche quanto quantitativo sia ancora disponibile.
- Condizioni di utilizzo
Devono essere rispettati gli eventuali requisiti previsti dalla misura.
- Impatto economico
Infine, è opportuno confrontare il costo dell’importazione con contingente e quello applicabile fuori contingente.
Un esempio di pianificazione
Un’azienda importa regolarmente un prodotto soggetto a contingente.
Il dazio ordinario è elevato, mentre il contingente consente l’applicazione di un’aliquota molto più favorevole.
In questo scenario, l’azienda può monitorare la disponibilità del contingente e programmare gli acquisti tenendo conto del relativo periodo di apertura.
Se il contingente è esaurito, può inoltre essere opportuno valutare soluzioni logistiche e doganali alternative, come il deposito doganale, quando compatibili con le condizioni previste dalla misura.
La gestione del contingente diventa quindi parte integrante della strategia di approvvigionamento e non un semplice adempimento doganale.
Contingenti tariffari: un’opportunità da verificare prima dell’importazione
Per un’azienda che importa regolarmente, il controllo dei contingenti può trasformarsi in una concreta opportunità di riduzione dei costi doganali rispetto ai competitors.
La domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Qual è il dazio previsto per questo prodotto?”
Ma anche:
“Esiste un contingente che mi permette di pagare un dazio più basso e posso ancora beneficiarne?”
La differenza tra le due situazioni può essere rilevante e, su grandi volumi, incidere significativamente sulla marginalità dell’importazione.
CAD Bagnara supporta le aziende nella classificazione doganale delle merci, nell’analisi delle misure tariffarie e nella verifica dei contingenti applicabili alle importazioni.
Se importi regolarmente da Paesi extra-UE, verificare preventivamente la presenza di contingenti tariffari può essere il primo passo per evitare di sostenere costi doganali evitabili.
