Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) introduce nuovi obblighi e costi per le importazioni di specifiche categorie di merci provenienti da Paesi terzi.
Tuttavia, un’attenta analisi dei flussi logistici e l’utilizzo dei regimi doganali speciali possono ridurre significativamente l’impatto economico della normativa.
Di seguito un caso pratico.
Il caso
Un’azienda importava dalla Cina circa 200 tonnellate all’anno di prodotti classificati alla voce doganale 76169990.
Sulla base dei dati disponibili e utilizzando i valori di default previsti dalla normativa, la stima dei costi legati all’acquisto dei certificati CBAM, ipotizzando un prezzo medio di 80 euro per certificato, era pari a circa 74.672 euro all’anno.
L’analisi dei flussi
Durante l’analisi delle operazioni doganali è emerso un elemento fondamentale.
Circa l’80% delle merci importate non era destinato al mercato unionale, ma veniva sottoposto a lavorazione e successivamente riesportato verso Paesi terzi.
In altre parole, solo una parte limitata dei prodotti rimaneva effettivamente nel mercato dell’Unione europea.
La soluzione: il perfezionamento attivo
Per le merci destinate alla lavorazione e alla successiva riesportazione è stato consigliato l’utilizzo del regime di perfezionamento attivo.
Questo regime consente di sospendere i diritti doganali e gli altri oneri previsti dalla normativa per le merci che, dopo la lavorazione, vengono riesportate al di fuori dell’Unione europea.
Di conseguenza, è stata immessa in libera pratica esclusivamente la quota di merci effettivamente destinata al mercato unionale.
Il risultato
Grazie alla riorganizzazione del flusso doganale:
- le merci immesse in libera pratica si sono ridotte da 200 a 40 tonnellate;
- il quantitativo è rimasto al di sotto della soglia delle 50 tonnellate prevista dalla normativa CBAM;
- il costo stimato di circa 74.672 euro è stato integralmente evitato.
La lezione del caso
Questo esempio dimostra come il CBAM non debba essere affrontato esclusivamente come un nuovo costo.
Una corretta analisi preventiva dei processi aziendali, dei flussi logistici e dei regimi doganali applicabili può incidere in modo determinante sugli obblighi dell’impresa.
I regimi speciali, se correttamente utilizzati, rappresentano uno strumento strategico di pianificazione doganale, capace di garantire conformità normativa ed efficienza economica.
